Elio Fiorucci e la ricerca della creatività

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È scomparso ieri all’età di 80 anni Elio Fiorucci, l’uomo che col suo stile pop, colorato e irriverente ha rivoluzionato il mondo della moda e influenzato i gusti dei giovani dagli anni ’70 ad oggi.

Nella memoria di molti resta lo storico negozio in San Babila, a Milano, i jeans super aderenti, i montoni indiani ricamati e profumati al Patchouli, gli hot pants, le iconiche t-shirt stampate e gli inconfondibili angioletti tra le nuvole che fecero la fortuna del marchio. 

Per noi Elio Fiorucci era e sarà sempre creatività, innovazione e grinta, ed è per questo che vogliamo ricordarlo così, con la sua ultima rivoluzione: la Fashion Revolution, la campagna internazionale per la promozione di in un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività.

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Nato a Milano nel 1935, Fiorucci inizia presto ad occuparsi di moda, prima lavorando con il padre nel negozio di pantofole di famiglia, poi aprendo nel 1967 il primo negozio in Galleria Passerella a Milano dedicato alla moda libera e trasgressiva importata dai negozi londinesi di King’s Road e Carnaby Street.

Nel 1970 si lancia nella produzione industriale di capi d’abbigliamento casual, jeans in particolare, e fonda il marchio Fiorucci.

I prodotti hanno molto successo sia in Italia che all’estero, soprattutto in Giappone, Sud America e Stati Uniti, dove iniziano a nascere i primi flagship store.

Grazie al suo stile pop e rivoluzionario riesce ad attrarre l’attenzione del jet-set internazionale, tanto da attirare l’attenzione di celebrità del calibro di Bianca Jagger, Andy Warhol e Grace Jones.

Dopo un’espansione trentennale, nel 1990 cede il marchio e l’azienda alla società giapponese Edwin International e nel 2003 chiude anche il negozio storico di San Babila che viene acquisito da Hennes & Mauritz.

La moda sostenibile secondo Elio Fiorucci - Forum 27 marzo 2012
La moda sostenibile secondo Elio Fiorucci – Forum 27 marzo 2012

Ma è solo l’inizio di una nuova avventura: nel 2003 lancia Love Therapy, il progetto fatto di capi marchiati da nanetti all’insegna del divertimento e dell’allegria, che diventa la sua rinascita: Fiorucci decide di gettarsi alle spalle le sue “leggerezze ambientali” compiute nel corso della carriera e di impegnarsi attivamente in campagne di sensibilizzazione a favore di una moda più etica e sostenibile.

Diventa vegetariano per questioni etiche e dal 2014 si schiera in prima linea nella battaglia contro la crudeltà sugli animali realizzando due t-shirt, una con l’immagine di un coniglietto senza angora con lo slogan “Angora Free – Cruelty Free” e un’altra a sostegno del Progetto Amazzonia del WWF.

“Gli animali più terribili, feroci e spietati siamo noi uomini. – ha dichiarato più volte –  Abbiamo preso il sopravvento sul pianeta grazie alla nostra intelligenza e lo stiamo distruggendo”.

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In occasione di Expo Milano 2015 viene nominato Ambassador insieme a Giorgio Armani e Paul Smith e sul tema dell’esposizione universale “Nutrire il Pianeta“, Fiorucci aveva dichiarato: “Con l’Expo dobbiamo guardare oltre la cucina, dobbiamo parlare del Pianeta, della sostenibilità. Expo Milano 2015 può essere una grande opportunità per far diventare Milano capitale del pensiero, di tutto ciò che è bello e si proietta nel futuro. Questa Expo è un regalo che non ha mai avuto nessuna Expo: parlare al Pianeta!”

“Fiorucci ha saputo parlare a generazioni di giovani attraverso stimoli e idee non convenzionali che arrivavano dall’estero, ma che riusciva a interpretare e proporre con grande sensibilità e intelligenza”, ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio e di Confcommercio di Milano.

E proprio a Milano il monito di Corrado Passera – presidente di Italia Unica: “Milano tenga viva la memoria di Fiorucci, con nuovi spazi dedicati a chi sperimenta e innova”.

Grazie alle sue geniali intuizioni e al suo stile inconfondibile è stato ambasciatore della creatività italiana nel mondo, scrivendo uno dei capitoli più belli della storia della moda italiana.

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