Il tessuto dagli agrumi che preserva il pianeta

adri-e-enri

Reblog from Tomato Mag – 9 giugno 2015

“Orange Fiber, il tessuto dagli agrumi che preserva il pianeta”

Inizialmente era un progetto su carta, una tesi di laurea in fashion design, per il corso in Nuove tecnologie per la moda e materiali tessili della AFOL di Milano. La candidata era Adriana Santanocito e di lì a poco avrebbe iniziato i primi esperimenti per far diventare realtà il suo tessuto ricavato dagli agrumi. Dopo le prove iniziali presso i laboratori del dipartimento di chimica e materiali del Politecnico di Milano, Santanocito fonda Orange Fiber con Enrica Arena, laureata in comunicazione e cooperazione internazionale, con cui condivideva la casa, la città natale – Catania – e la filosofia ecologista alla base del progetto. “La voglia di fare e l’amore per la mia terra mi hanno portato a creare qualcosa partendo proprio dalla Sicilia – racconta Santanocito – studiavo i materiali tessili e prestavo molta attenzione a tutti quelli sostenibili. Nel 2011 ho individuato un nuovo trend per cui stavano nascendo il tessuto dal latte e quello dal riso. La sostenibilità è un fattore fondamentale anche nella formazione di Enrica Arena, abbiamo in comune questa filosofia di pensiero”.

Orange fruit
Orange fruit

DAGLI SCARTI AL TESSUTO L’impegno ecosostenibile di Orange Fiber mira infatti a risolvere il problema dell’accumulo degli scarti provenienti dall’industria agrumicola: ben 700.000 tonnellate all’anno che comportano alti costi di smaltimento.

Da qui l’intenzione di dar nuova vita al pastazzo – termine tecnico per definire ciò che resta degli agrumi dopo la spremitura – che rappresenta ancora un’eccellenza italiana. Il pastazzo viene lavorato – secondo un procedimento brevettato dalle giovani imprenditrici – per poterne estrarre la cellulosa che formerà poi il filato definitivo. Un materiale biodegradabile dall’aspetto serico: morbido al tatto e dall’aspetto lucente, con le stesse caratteristiche di qualunque altro tessuto, adatto a essere intrecciato con qualsiasi tipo di filato esistente.

Tre i prototipi ottenuti dalla mischia con il filato agli agrumi: un pizzo di seta bianco e nero, una duchesse, color neutro tra bianco e panna, simile a quella che si utilizza per i capospalla estivi o i vestiti da cocktail, e un tessuto simile alla viscosa, molto leggero e indicato per il quotidiano, per confezionare camicette e vestiti estivi.

Dice Adriana Santanocito: “La materia prima potrebbe essere a un costo basso se non fosse che nessuno ha mai compiuto questa impresa: il processo quindi è tutto da fare e ha un costo molto elevato”.

 

Orange waste
Orange waste

RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI L’obiettivo di Orange Fiber adesso è la conversione a scala industriale dopo aver creato da zero il processo produttivo, l’intera filiera – appoggiandosi ad aziende per la riconversione degli scarti agrumicoli già esistenti sul territorio siciliano per contenere i costi – e la realizzazione dei primi prototipi. Processi resi possibili dal punto di vista economico grazie al sostegno pubblico del bando di Trentino Sviluppo e a quello del Ministero per lo Sviluppo Economico per il recupero degli scarti agrumicoli, oltre a vari finanziamenti privati di investitori siciliani. A questi si aggiungono le competition per startup nazionali e internazionali, tra cui Changemakers for Expo 2015 – in cui Orange Fiber è entrato tra i 10 migliori progetti selezionati – e Idea For Change dell’ONU, che ha valutato la startup come l’azienda con più alto potenziale economico e minor impatto ambientale.

“La nostra è un’idea industriale, non digitale – dice Santanocito –  questo richiede un capitale elevato. Abbiamo partecipato a varie competition e bandi ottenendo diversi finanziamenti per far crescere il nostro progetto, ma abbiamo anche ricevuto riconoscimenti da parte delle istituzioni: le presentazioni a Copenaghen e a Wall Street ci hanno dato molte soddisfazioni, abbiamo capito di essere sulla strada giusta”.

Orange Fiber prototypes
Orange Fiber prototypes

Un progetto ambizioso in cui gioca un ruolo strategico un “team di lavoro molto coeso – come specifica la fondatrice – per poter affrontare tutti gli imprevisti che si presenteranno”.

L’obiettivo principale al momento è riuscire a far fronte all’alta richiesta di tessuto da parte del mondo della moda, italiano ed estero, e probabilmente anche la collaborazione con un designer che abbracci i valori etici di Orange Fiber, per dar forma al tessuto e mostrare le sue enormi potenzialità.

 

@DandyVOGUE

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