Qual è il vero costo della moda?

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Quando si parla di impatto ambientale, cambiamenti climatici, emissioni di Co2, la moda non viene mai tirata in ballo, quasi si trattasse di qualcosa di immateriale, un’entità totalmente sganciata dalla realtà.

È necessario stravolgere questo atteggiamento e non siamo noi a sostenerlo, ma i fatti!

Ogni anno vengono prodotti circa 80 milioni di nuovi capi. Riuscite ad immaginare le immense risorse necessarie alla produzione in termini di terre coltivabili, risorse idriche, bestiame e forza lavoro?

La moda è a tutti gli effetti un settore produttivo che si basa su industrie: dalle piantagioni di cotone agli atelier sartoriali, coinvolge l’intero ecosistema, anzi spesso lo sconvolge. Noi riteniamo che sia necessario stravolgere questo atteggiamento, perché ogni azione che compiamo ha delle conseguenze, ed è lo stato dell’arte del nostro pianeta a presentarci il conto!

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Per questo motivo, oggi abbiamo deciso di farci portavoce del Fashion Revolution Day organizzando un evento di sensibilizzazione a Catania e raccontandovi del film The True Cost di cui oggi è stato presentato il trailer in anteprima. Perché proprio oggi?

Il 24 aprile del 2013, il crollo del complesso produttivo del Rana Plaza, a Daka, in Bangladesh, ci ha fatto aprire gli occhi sui retroscena delle T-shirt a 10€ che siamo abituati ad acquistare con normalità. Una strage in cui morirono 1133 operai del tessile e 2500 rimasero feriti, con l’unica colpa di cucire abiti per marchi famosissimi che noi indossiamo ogni giorno, per 14 ore al giorno con una paga di circa 23 € al mese.

Rana Plaza building in Dhaka.

The true cost è un documentario indipendente di Andrew Morgan che racconta il vero costo dell’industria della moda globale, facendo parlare le persone nascoste dietro al prezzo, spesso stracciato, di jeans e magliette che attraversano mezzo mondo prima di essere appese nei negozi delle nostre città. Il costo reale dei vestiti appunto. Per la prima volta nella storia, avremo la possibilità di vedere qual è l’impatto che le nostre decisioni hanno sulle persone e sui luoghi, nel resto del mondo, spiega Morgan. “Lo sfruttamento delle persone e i danni ambientali che sono stati fatti in nome degli abiti a basso costo non è solo inaccettabile, ma è qualcosa che abbiamo l’obbligo morale di cambiare.”

the true cost - il film
Guarda il trailer qui

Ogni volta che ci troviamo difronte alla tentazione di acquistare una T-shirt a 15 € dobbiamo fermarci e chiedere qual è il suo vero costo, ambientale e umano, per questo abbiamo deciso di portare in strada il nostro supporto alla Fashion Revolution: un movimento inarrestabile, una riflessione che coinvolge ognuno di noi, una lotta che non è più possibile ignorare.

L’indifferenza non è più ammessa. Una moda sostenibile e responsabile è necessaria e possibile. Come?

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Prendendo esempio da Livia Firth, nostro modello e ispirazione sin dagli inizi. Per lei “La sostenibilità non è una moda, è un modo di agire”. Attivista pacifica e determinata, lotta su più fronti per proporre una via sostenibile ed etica alla moda che non rinunci al lusso e all’estetica. Oggi la vediamo nei panni di produttore esecutivo del documentario The True Cost, ma il suo impegno ha radici profonde.

Nel 2009 lancia il Green Carpet Challenge, il progetto che per la prima volta vede sfilare sul celebre tappeto rosso le grandi star del cinema internazionale in abiti 100% ecosostenibili. Una scelta che sin da subito ha raccolto numerosi consensi, dal marito Colin, a star del calibro di Meryl Streep e Cameron Diaz, alle grandi griffe della moda come Giorgio Armani, Chanel, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti, Tom Ford, Gucci, Yves Saint Laurent, Stella McCartney, Lanvin, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier e Ermenegildo Zegna. Livia Firth è riuscita a rivoluzionare il red carpet, spostando l’attenzione da “che stilista indossi” a “cosa indossi” puntando i riflettori sulla storia che c’è dietro l’abito.  

green carpet

Ma non è tutto. Ha fondato una società Eco Age che negli anni ha raccolto numerosi successi lanciando collezioni insieme a grandi nomi del lusso per promuovere i valori green: tra gli altri, ricordiamo la collaborazione con Gucci e la maison di alta gioielleria Chopard, la collezione completa a marchio Green Carpet Challenge realizzata insieme alla stilista Stella McCartney. Quelli che potrebbero sembrare semplici successi imprenditoriali, sono in realtà i suoi traguardi più significativi, i primi grandi passi di quella che, a conti fatti, è una delle rivoluzioni più significative degli ultimi anni.

Il fast fashion, fondato su modelli di sfruttamento umano e ambientale, ha le ore contate. La rivoluzione non può essere fermata: il futuro della moda è etico e sostenibile!  

 

There is 1 comment
  1. […] invece popolare,le cose non cambiano solo con le nicchie di mercato. Quando è uscito il film The True Cost, ad esempio, ci sono state molte presentazioni ufficiali in cui i grandi stilisti si sono fatti […]

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